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Andrea Rosso

Andrea Rosso

Consulente Aziendale


Ristrutturazioni aziendali
Controllo di gestione e pianificazione finanziaria
Consulenza finanziaria
Progetti di aggregazioni aziendali
Acquisizioni di aziende sinergiche
Cessioni di aziende o di business unit
Sviluppo reti commerciali
Organizzazione della distribuzione
Consulenza strategica e marketing
Temporary management

Consulenza Aziendale

Servizi

Servizi

STRATEGIE

Ristrutturazioni aziendali
Evoluzione generazionale
Sviluppo di specifici progetti industriali
Progetti di aggregazioni aziendali
Acquisizioni di aziende sinergiche
Cessioni di aziende o di business unit.

Risorse umane

Valutazione della:

Capacità di ottenere i risultati
Attitudine alla gestione delle criticità
Predisposizione all'assunzione di responsabilità
Capacità di relazione e condivisione
Predisposizione al cambiamento ed all'innovazione


Motivazione mediante:

Miglioramento del clima
Formazione
Coaching e tutoring
Team building

Organizzazione

Analisi delle posizioni e dei ruoli
Riposizionamento delle risorse
Riorganizzazione dei processi
Introduzione dei sistemi di misurazione dell'efficienza

Amministrazione e controllo

Auditing contabile
Impostazione del budget e del reporting
Programmazione e controllo dei flussi di cassa
Contabilità analitica
Integrazione con il controllo di gestione
Analisi di bilancio e redditività per prodotti e mercati
Assistenza nella redazione di bilanci e situazioni periodiche
Piani economico - finanziari
Pianificazione e controllo di gruppi societari (bilanci / budget / report consolidati)

Marketing

Ricerca, sviluppo e innovazione di prodotto
Attuazione di nuove strategie distributive
Corretta politica di pricing
Strategie di comunicazione
Comunicazione efficace
Vendite

TEMPORARY MANAGEMENT

Affidamento temporaneo della gestione di un’impresa
Consulenza operativa sul campo
Accelerazione del cambiamento e dell’innovazione
Spesa limitata nel tempo senza vincoli dirigenziali
Inserimento/affiancamento di un familiare da avviare e da far crescere, nella prospettiva della successione aziendale

Contatti

P.IVA 03201030263

Andrea Rosso

Consulente Aziendale

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Privacy Policy

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Ristrutturazioni Aziendali

La ristrutturazione aziendale è la soluzione più difficile e più faticosa, perché punta dritta verso la scelta di continuità. Di solito si tratta di un intervento radicale che, oltre a tagliare drasticamente i costi, prevede una riorganizzazione aziendale completa e ridefinisce le strategie e gli investimenti.
Sono essenziali, ai fini del raggiungimento del rilancio, la bontà del prodotto, gli spazi di potenziale crescita del mercato, l’immagine e la distinzione del brand. Se questi ingredienti sono presenti, possiamo percorrere le direttive strategiche precedentemente stabilite, con l’esperienza e la duttilità di intervento che si richiedono per uno sforzo così impegnativo e non privo di rischi, fino a portare l’azienda fuori dalla palude rischiosa dell’indebitamento eccessivo, rilanciandola così verso nuovi successi.

Controllo di gestione e pianificazione finanziaria

È da tempo ormai che la situazione finanziaria ed economica italiana sta profilando scenari minacciosi per le imprese. Quello che stiamo vivendo è un periodo contraddistinto da grandi incertezze e da una crisi di liquidità che, da evento con caratteristiche transitorie, si è trasformato in vera e propria condizione cronica.
Il tema della pianificazione finanziaria, negli ultimi anni, ha attirato dunque sempre più l’attenzione degli operatori; tuttavia, il passaggio dalla fase di attenzione all’effettiva creazione di uno spazio gestionale all’interno della propria impresa richiede molto tempo e impegno. Peraltro è ancora molto diffusa la logica che affida al controllo di gestione dell’impresa solo il metodo dell’osservazione delle situazioni contabili e dei valori di bilancio, trascurando erroneamente quelle logiche gestionali e di misurazione delle performance aziendali dedicate ad evidenziare gli aspetti finanziari e di cash flow. Oggi non ci si può più permettere di utilizzare i soli strumenti di reportistica consuntiva, quando si pone al centro della valutazione della propria impresa la cassa generata.

Per tutte le Piccole e Medie Imprese diventa indispensabile quindi, ora più che mai, ottimizzare la gestione finanziaria attraverso un processo strutturato di pianificazione e di successivo controllo di gestione. È noto a tutti, però, che questa esigenza non è sostenuta da adeguate risorse da parte delle PMI, essendo che le stesse, generalmente, non hanno al proprio interno un coerente ed efficace allineamento organizzativo. L’imprenditore delle PMI ha di solito più propensione per le esigenze commerciali e produttive della propria azienda, ed è in queste che investe; non è viceversa stimolato ad investire in processi gestionali che possano aumentare il livello di efficienza della pianificazione finanziaria. Diventa dunque essenziale poter disporre di un modello realizzato con opportune interfacce e meccanismi operativi, e con un controllo della Tesoreria tale da far valutare all’imprenditore i margini di manovra finanziaria in qualunque momento della vita aziendale.
Tuttavia, nel caso delle PMI, questo modello deve essere strutturato con un limitato utilizzo di forme tecniche ed informatiche in modo da poter essere gestito con strumenti più flessibili e di facile attuazione e comprensione. La base di questo documento è anzitutto l’acquisizione dei dati dell’esercizio precedente, che sono poi quelli che riflettono la storia aziendale; si può far riferimento, per un’analisi più ampia, anche ai dati degli ultimi due o tre bilanci precedenti e non solo all’ultimo, poi raffrontarli fra di loro, e calcolare una media dei dati stessi.
Occorre inoltre che venga assimilato il seguente fondamentale concetto, che guida la creazione del Cash Flow Preventivo: devono essere considerati soltanto i dati contabili espressione delle entrate e delle uscite di denaro. Dunque, quando si vanno ad esaminare i dati del bilancio precedente, analizzando conto per conto le cifre riferite a ciascuno, sia nello Stato Patrimoniale che nel Conto Economico, va prima di tutto compreso quali di questi conti esprimono fatti che hanno effettivamente determinato entrate o uscite di denaro.

Consulenza finanziaria

La consulenza finanziaria per il credito alle imprese è oggi un tema molto delicato e complesso e la figura del consulente finanziario, nel panorama creditizio, ha un rilievo concreto molto accentuato. E’ complesso per la varietà delle formule che oggi giorno il sistema creditizio è in grado di offrire, ed è complesso perché, per quanto si discuta nelle innumerevoli conferenze a tema, non si riesce mai a pervenire ad una soluzione univoca che veda soddisfacentemente d’accordo banche, istituzioni, associazioni d’impresa, imprenditori.
Al giorno d’oggi, la procedura di valutazione del merito creditizio di un’impresa da parte della banca si è trasformata in un’arida esercitazione matematica, espressa attraverso formulazioni complesse e sterili, che non vengono comprese, a volte, nemmeno dagli stessi operatori bancari, figuriamoci dall’imprenditore.

Strategie di sviluppo aziendale

Le strategie di sviluppo aziendale sono il fondamento su cui vanno basate tutte le successive azioni di gestione. L’imprenditore a volte possiede l’idea, le capacità tecniche per sviluppare un prodotto, ma non riesce a costruire e simulare in anticipo il percorso strategico di crescita. Un piano industriale solido e coerente con gli obiettivi che si prefigge l’imprenditore permette di comprendere se la formula del business è sostenibile nei rapporti con i finanziatori e se è sufficientemente profittevole da essere implementata.
La consulenza consente all’imprenditore di governare efficacemente il progresso del piano d’impresa, facendo scelte consapevoli attraverso le quali raggiungere un livello soddisfacente di redditività.

Ristrutturazione del debito

La strada di un intervento di ristrutturazione del debito non può non tenere in considerazione anche il rilancio dell’impresa. Quando un’impresa si trova in forte crisi di liquidità per l’alto grado di indebitamento, attualmente molto sterzato sulla Pubblica Amministrazione, deve prendere attentamente in considerazione la possibilità di avvalersi di società di consulenza aziendale e direzionale che siano in grado di intervenire. L’intervento può richiedere anche molti mesi, ma deve essere ordinato, corretto, rigoroso. Il percorso che l’azienda deve affrontare in caso di ristrutturazione del debito e conseguente rilancio dell’impresa sarà quello di passare attraverso alcune fasi, individuabili in:

  • computo dell’indebitamento finanziario da ristrutturare
  • esecuzione di una nuova pianificazione finanziaria, nel contesto di un deciso e coraggioso nuovo piano industriale
  • negoziazione del piano con i fornitori
  • negoziazione del piano con gli istituti finanziari
  • negoziazione del piano con l’Agenzia delle Entrate e con Equitalia

Tutte le fasi qui sopra descritte, dovranno consentire all’azienda di ricollocare il proprio business sul mercato di riferimento, recuperando l’equilibrio finanziario precedentemente perduto.

Marketing

Il marketing e la comunicazione giocano un ruolo fondamentale nell’impresa per il perseguimento degli obiettivi di sviluppo, ottimizzando ed integrando i diversi processi e rendendo più efficaci ed efficienti le attività aziendali. Senza l’ausilio della tecnologia e senza l’utilizzo di strumenti di marketing e di strumenti di comunicazione adeguati, non si possono controllare tutte le variabili che l’impresa si trova quotidianamente a dover affrontare, quali il livello di complessità del mercato, la mole di informazioni, il numero e la diversità degli interlocutori, la velocità di movimento del sistema, la rapidità di azione e reazione richiesta e l’intreccio delle relazioni.

Temporary Management

Per Temporary Management si intende l’affidamento della gestione di un’impresa o di un progetto ad un manager "esterno", al fine di garantire continuità all’organizzazione, accrescendone le competenze manageriali esistenti. Obiettivo del temporary manager è quello di ricoprire una responsabilità precisa in azienda per un periodo di tempo limitato. Il "manager a tempo" interviene nei momenti critici della vita di un'azienda, sia negativi (fasi di difficoltà e di crisi che richiedono interventi di riequilibrio), sia positivi (crescita, sviluppo di nuovi business e di nuovi progetti), per gestire l’accelerazione del cambiamento e dell’innovazione necessari per competere. A fronte degli obiettivi di risanamento o di crescita, concordati con la Proprietà, il temporary manager progetta, propone e realizza interventi operativi, per migliorare le performance aziendali e le capacità di gestione. Il temporary manager non si limita ad analizzare la situazione e a prescrivere soluzioni.
Egli, al contrario si fa carico di realizzare "sul campo" gli obiettivi concordati. La continuità e lo sviluppo delle piccole e medie imprese sono sempre più condizionati da continui e profondi cambiamenti che aumentano notevolmente il rischio d’impresa. Sempre più spesso gli imprenditori si accorgono che la "formula" adottata per creare e portare la loro azienda al successo potrebbe non essere più adatta nelle nuove condizioni di mercato e di concorrenza.  Inoltre, nella maggioranza delle PMI italiane non è ancora stato risolto il problema inevitabile del passaggio generazionale, indispensabile per garantire la continuità aziendale.

 Infine, ci sono momenti, o fasi della vita di ogni azienda in cui si rende necessario cambiare, innovare e sviluppare nuovi progetti, anche se molto spesso mancano le risorse, il tempo e le competenze necessarie. Tra queste fasi si possono annoverare:

  • apertura di nuovi mercati
  • accelerazione dello sviluppo
  • inserimento/affiancamento di un familiare da avviare e da far crescere, nella prospettiva della successione aziendale
  • ristrutturazione della rete di vendita
  • ristrutturazione dell'organizzazione e dei processi produttivi
  • lancio di nuove iniziative, nuovi progetti, prodotti o servizi
  • ed altri ancora.
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In tutti questi casi, il temporary management rappresenta valida soluzione per introdurre in azienda nuova cultura d'impresa ed accelerare i cambiamenti necessari per competere.   Nelle piccole e medie aziende, spesso, può apparire sproporzionato il costo di una Direzione permanente, legata all’azienda dal vincolo di dipendenza. La soluzione è il “temporary management”, che riduce l'impatto economico e opera in azienda per il tempo limitato, necessario a realizzare gli obiettivi concordati.